giovedì 5 luglio 2012
l'idea è questa
inserire blocchi classici nei quadrettini.
lunedì parto e sono via fino al 31, è vero? ci crederò solo quando avrò i piedi sulla barca, si chiama Alea, un caso? :)
in questi giorni non ho molta voglia di patch, credo sia il mio ultimo post da Milano, mi porto il pc piccolino. All'aereoporto di Atene devo cercare una chiavetta usb di un provider locale, spero tanto di riuscire a postarvi qualche foto, magari farvi rosicare anche un pò, che dite?
ok.
un bacio a tutti.
Franci
domenica 24 giugno 2012
VERSO LA STELLA MICHELIN: SOUFFLE' AL FORMAGGIO
buongiorno a tutti,
oggi inauguro la mia nuova rubrica di cucina.
cuoche del web tremate! Svelerò i miei segreti per un ottima riuscita del piatto, indicherò le dosi esatte (non le solite ricettucole tipo "prendete un pò di ricotta"), quant'è un pò? Ci vuole precisione!
ok, si parte:
ingredienti per il soufflè al formaggio:
- - un uomo disponibile a fare da cavia e che vi dirà comunque "tesoro... è squisito".
- uno stampo della capacità di 1,5 litri e 20 cm di diametro.
- 1/4 di litro di latte intero, fresco per favore.
- 40 gr di farina.
- 400 gr uova intere (6 circa, vanno pesate).
- 20 gr di burro per lo stampo.
- 200 cl panna fresca liquida.
- 50 gr burro.
- 100 gr gruviera grattuggiato.
- sale, pepe, paprika.
Preparate la bechamel: con latte, panna, farina ed i 50 gr di burro, frullate bene gli ingredienti prima di metterli sul fuoco per evitare che si formino grumi.
separare i rossi dalle chiare. PRIMO TRUCCO PER LA BUONA RIUSCITA DEL SOUFFLE': LA DIFFERENZA CHIARE/ROSSI DEV'ESSERE SEMPRE DI UN ROSSO IN MENO, QUALUNQUE SIA IL NUMERO DELLE UOVA RISULTANTE DAL PESO.
Il rosso che avanza non si butta: dopo aver mangiato questa delizia vostro marito vi salterà addosso. Dopo qualche ora di sesso sfrenato, gli preparate uno zabajone e via che si ricomincia.
togliete dal fuoco la bechamel ed aggiungete, a caldo, il gruviera grattuggiato, sale, pepe e paprika.
fatela raffreddare ed aggiungeteci i rossi d'uovo ben sbattuti e con un pizzico di sale.
per ultimo le chiare montate a neve ben ferma.
unire i bianchi al composto con un cucchiaio di legno od una lecchiera: non mescolando, ma alzando il composto, movimento rotatorio dal basso verso l'alto. questa operazione dev'essere fatta velocemente ma delicatamente altrimenti i bianchi perdono l'aria che hanno incorporato durante la montatura.
imburrate il recipiente per il soufflè.
versate il composto che DEVE ARRIVARE AD UN CENTIMETRO DAL BORDO.
porre il soufflè in forno caldo a 180° per 20 minuti, trascorso questo tempo, portate il forno a 220° e fate cuocere per altri 20 minuti.
NON APRITE MAI IL FORNO DURANTE LA COTTURA, ALTRIMENTI IL SOUFFLE' SI SIEDE.
nel frattempo apparecchiate la tavola con amore: semplice e chic
servite immediatamente nello stesso recipiente
accompagnato da una buona Bonarda e ricordatevi che i veri buongustai non bevono mai acqua durante il pasto.
qualunque altra ricetta di soufflè, per esempio al gorgonzola, viene perfettamente applicando queste regole e, principalmente, facendo attenzione alla dimensione dello stampo, ai tempi di cottura. ed alla differenza rossi d'uovo e chiare, dimenticavo: le uova vanno tolte dal frigo un paio d'ore prima di adoperarle.
fatemi sapere se vi è venuto buono.
un abbraccio
Franci
venerdì 22 giugno 2012
UN DUE TRE STELLA..........................
top terminato :)
ho scelto un bordo azzurro polvere dalla collezione "my favourite things" di Anni Downs ed un retro da sballo: una stoffa blu piena di casette.
per chi si prendesse la briga di ingrandire la foto e, una a caso come la Vigni, mi chiedesse "FRANCIIIIII COME HAI FATTO IL SASHING????????????", rispondo: alla moda della Franci, come viene viene".
OK? :)
ho finito Leanne's House, il quilt along che facciamo sull'altro blog:
ad ottobre cominciamo un quilt stupendo: "THE GINGHAM GIRLS" di Bronwyn Hayes, prevedo che ci divertiremo molto, considerato soprattutto il tema del quilt: babbioncelle che amano il patch e le stoffine.
un abbraccio
Franci
martedì 19 giugno 2012
buongiorno a tutti!
vi piace la mia nuova canotta fucsia e verde smeraldo? a me tantissimo. l'ho presa in un negozietto di una spiaggia di St. Tropez: Key West.
una vacanza di quattro giorni meravigliosa con sole e mistrale, risultato: mi sono ustionata anche il dorso delle mani. avevo troppa voglia di sole e mare dopo tre anni di astinenza.
la spiaggia di Tahiti
l'ardito all'ombra con protezione 20 e maglietta sul piede, il sole fa male!?!!?!!!!
la spiaggia di Key West
questo pareo mi chiamava, naturalmente non ho resistito
sabato sulla via del ritorno, la vegetazione della Costa Azzurra è meravigliosa
non sta sorridendo, sia mai, è solo concentrato sulla scelta della strada
l'Esterel con le sue rocce rosse, dal vivo sono veramente rosse perchè piene di ferro.
ultima sosta in Costa Azzurra per il pranzo alla spiaggia di St. Barth, carina da matti. ho mangiato un'insalata mista così composta: salmone affumicato, foglie verdi tenere tenere, avocado, fragole e panna acida, un piattazzo così, da rifare.
a presto!!!!!!!!!!!!!!!!
un abbraccio
Franci
sabato 9 giugno 2012
UN DUE TRE STELLA... SUPER PROGRESSI
sono a 33 stelle, me ne mancano 3!
questa non è certo la disposizione definitiva, ho approfittato del fatto che i micini dormivano, fra pochi minuti verranno a correrci sopra ed a mettere tutto per aria.
buona domenica a tutti
un abbraccio grande
Franci
martedì 5 giugno 2012
è giunta l'ora del xmas estivo
è il mio momento per avere lavoretti in ballo, troppi come sempre, il tavolo da lavoro stracarico di stoffe, quelle per le stelle, quelle per quello e quello per questo e quelle per quello che non vedo l'ora di cominciare... ma non tutto natalizio, sia bene chiaro chiarissimo.
ora ho anche delle stoffine M E R A V I G L I O S E ed adattissime per poter aspirare ad un quilt di Kelly.
i quiltarelli natalizi bisogna cominciare a prepararli adesso.
io adoro Anni Downs, i suoi quilt, le sue stoffe. Ad oggi ha disegnato solo due collezioni per Henry Glass, ma fido molto sul fatto che vedremo due volte all'anno le sue nuove creazioni.
intanto è uscito da pochissimo il suo nuovo libro: "the simple life".
la bandiera americana non è stata abbandonata. Lei ed io abbiamo avuto un gran colpo di fortuna: Mastra Vigni si è offerta di trapuntarmela a mano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
si prospetta un altro VAFFENQUILT, sarà uno spettacolo. io vorrei farne adirittura due....
per stasera solo cose natalizie in show:
the gift quilt di bronwyn hayes, ho DOVUTO fare 3 pezzi, è troppo bello e non vedevo l'ora di cominciarlo.
questo angelo con una Baguette di Fendi in mano è una libidine:
e la signora in giro per shopping natalizio.... che voglia... ancora dobbiamo far passare il caldo ed io già mi sogno il buio alle 5 del pomeriggio, il freddo di Milano, la mia bella città con i tram vestiti a festa....
devo avere tanta pazienza.
nel blog dello stitch along mi chiedevano come ho potuto MAI!!! fare un buco in questo panello di Anni Downs
ma è presto spiegato: ne ho presi due :)
uno resta intero e verrà trapuntato, pannellato ed appeso.
del secondo vi faccio vedere cosa ne vorrei fare:
ecco la seconda collezione di Anni, una piccola parte, ho preso due fat quarter bundle con colori diversi:
non sono tutte. quanto mi piacciono i log cabin con le figurine del pannello e le stoffine natalizie, così chic, così, come potrei dire, così non spudoratamente natalizie, quelle che mi danno ai nervi e che una volta mi piacevano tanto.
il buco nel pannello, ecco cosa ho combinato:
stiamo facendo a christmas story. in un blocco c'era un coso tondo con stelle applicate, ho preferito tagliare questo tondo dal pannello.
questo è il pezzo di un altro blocco
non mi ricordo se vi ho già fatto vedere gli altri pezzetti che sto cucendo, sai che faccio, li riposto.
a questo punto si impone una domanda.
vi ricordate quando Carrie Bradshaw subisce uno scippo?
le rubano un paio di scarpe di Manolo.
ed una borse.
"MA QUELLA E' UNA BAGUETTE!!!"
tra l'altro un pezzo unico con tutte le cannette viola, un'opera d'arte.
conoscete le baguette?
negli anni ne ho raccolta qualcuna e penso che vorrei farvele vedere al + presto, spero ve ne innamorerete a prima vista.
a presto
un abbraccio grande
Franci
sabato 2 giugno 2012
un altro articolo, non di Livio :)
ho trovato questo bellissimo articolo.
Ecco il moralismo di Stato: divieti su fumo e Coca Cola
Il diktat dei proibizionisti: alle industrie del tabacco vietato parlare con i governi E il sindaco di New York mette fuorilegge le bibite maxi. Torna il puritanesimo
di Carlo Lottieri - 01 giugno 2012, 08:34 "IL GIORNALE"
Non se ne può più. Ormai il moralismo di Stato sta veramente perdendo ogni senso della misura. Prima l’annuncio del ministero della Sanità di una tassa di 3 centesimi sulle bevande gassate, ieri la decisione del sindaco di New York di vietare le confezioni extra large di Coca Cola.
E ora riparte la guerra ai fumatori, che insieme agli automobilisti è ormai una delle categorie più vessate da questo Stato invadente, irrispettoso e impiccione.
Non ho mai fumato e, per quel poco che ne capisco, ritengo che le sigarette facciano male alla salute. Si tratta però di una questione che riguarda ognuno di noi in scelte del tutto personali. Tra le tante declinazioni della libertà, c’è anche quella di fumare, giocare al casinò, condurre una vita sessualmente sregolata, scalare le vette e praticare altre attività variamente pericolose, ma che non mettono a rischio la vita altrui.
Questo mi pare il punto cruciale: nei Paesi liberi il diritto è lì a impedire che le mie attività non invadano la sfera altrui ( la vita e la proprietà degli altri uomini), mentre nei Paesi illiberali il potere utilizza la legislazione per indirizzare i comportamenti verso questo o quell’obiettivo, impedendoci di esistere in senso pieno.
Finché la battaglia è culturale non c’è nulla da dire. Non mi crea alcun problema il fatto che i salutisti di mezzo mondo ieri abbiano festeggiato il «No Tobacco Day», un po’ come nel passato taluni predicatori evangelici si lanciavano in campagne contro l’alcool o la prostituzione. Questo va bene: ognuno ha il diritto di dire quello che pensa e diffondere gli stili comportamentali che più ritiene appropriati. Ma oggi il puritanesimo dominante non si limita a ciò. Il tema della campagna 2012 contro il fumo, infatti, punta a impedire ogni manipolazione della legislazione da parte dell’industria del tabacco e il legislatore. La cosa è comprensibile, ma vale per ogni ambito: anche nelle relazioni, ad esempio, tra politici e sindacati. È giusto che gli interessi di parte non prevalgano sul diritto. Il problema è che partendo da qui si vorrebbe impedire alle aziende del tabacco di avere ogni contatto con le amministrazioni e la politica: come se, in questo o in altri ambiti, si potesse agire con competenza senza avvalersi delle informazioni di chi opera nel settore.
Non bastasse tutto ciò, i talebani in guerra con il tabacco vorrebbero imporre nuove regole sulle confezioni. Non contenti di averci funestato la vita con un package che ricorda, con una volgarità insopportabile, ogni possibile malattia che può venire dal fumo, ora si vorrebbe introdurre un pacchetto uguale per tutte le marche, insieme alla proibizione di esporre le sigarette nelle tabaccherie. Siamo ormai al fanatismo e al venir meno di ogni rispetto per la libertà altrui.
Questo è il punto. Fumare può anche essere un comportamento poco opportuno, ma è una scelta che va lasciata al singolo. La grande tradizione morale dell’Occidente ha sempre distinto tra i vizi (legittimi) e i reati (illegittimi, perché aggressivi). Trasformare i vizi in reati significa fare degli esseri umani una mandria destinata a regimi di carattere orwelliano. È per questo che, da non fumatore, molti anni fa ho accettato di aderire alle iniziative contro lo Stato etico salutista condotte, con grande verve e coraggio, da Gian Turci.
Non si tratta solo di rispettare la persona nei suoi diritti, Si tratta anche di comprendere come la responsabilità morale (verso sé, verso gli altri, verso la società nel suo insieme) può crescere solo in un contesto di libertà.
Non è un caso se i moralisti del fumo, del sesso o del cibo sono in linea di massima sempre pronti a introdurre gabelle, imposte e prelievi a carico dei peccatori. Lo Stato che ci vuole impedire di fumare è lo stesso che ci colpisce nelle proprietà e nei diritti fondamentali. Diciamogli di smettere.
Non ho mai fumato e, per quel poco che ne capisco, ritengo che le sigarette facciano male alla salute. Si tratta però di una questione che riguarda ognuno di noi in scelte del tutto personali. Tra le tante declinazioni della libertà, c’è anche quella di fumare, giocare al casinò, condurre una vita sessualmente sregolata, scalare le vette e praticare altre attività variamente pericolose, ma che non mettono a rischio la vita altrui.
Questo mi pare il punto cruciale: nei Paesi liberi il diritto è lì a impedire che le mie attività non invadano la sfera altrui ( la vita e la proprietà degli altri uomini), mentre nei Paesi illiberali il potere utilizza la legislazione per indirizzare i comportamenti verso questo o quell’obiettivo, impedendoci di esistere in senso pieno.
Finché la battaglia è culturale non c’è nulla da dire. Non mi crea alcun problema il fatto che i salutisti di mezzo mondo ieri abbiano festeggiato il «No Tobacco Day», un po’ come nel passato taluni predicatori evangelici si lanciavano in campagne contro l’alcool o la prostituzione. Questo va bene: ognuno ha il diritto di dire quello che pensa e diffondere gli stili comportamentali che più ritiene appropriati. Ma oggi il puritanesimo dominante non si limita a ciò. Il tema della campagna 2012 contro il fumo, infatti, punta a impedire ogni manipolazione della legislazione da parte dell’industria del tabacco e il legislatore. La cosa è comprensibile, ma vale per ogni ambito: anche nelle relazioni, ad esempio, tra politici e sindacati. È giusto che gli interessi di parte non prevalgano sul diritto. Il problema è che partendo da qui si vorrebbe impedire alle aziende del tabacco di avere ogni contatto con le amministrazioni e la politica: come se, in questo o in altri ambiti, si potesse agire con competenza senza avvalersi delle informazioni di chi opera nel settore.
Non bastasse tutto ciò, i talebani in guerra con il tabacco vorrebbero imporre nuove regole sulle confezioni. Non contenti di averci funestato la vita con un package che ricorda, con una volgarità insopportabile, ogni possibile malattia che può venire dal fumo, ora si vorrebbe introdurre un pacchetto uguale per tutte le marche, insieme alla proibizione di esporre le sigarette nelle tabaccherie. Siamo ormai al fanatismo e al venir meno di ogni rispetto per la libertà altrui.
Questo è il punto. Fumare può anche essere un comportamento poco opportuno, ma è una scelta che va lasciata al singolo. La grande tradizione morale dell’Occidente ha sempre distinto tra i vizi (legittimi) e i reati (illegittimi, perché aggressivi). Trasformare i vizi in reati significa fare degli esseri umani una mandria destinata a regimi di carattere orwelliano. È per questo che, da non fumatore, molti anni fa ho accettato di aderire alle iniziative contro lo Stato etico salutista condotte, con grande verve e coraggio, da Gian Turci.
Non si tratta solo di rispettare la persona nei suoi diritti, Si tratta anche di comprendere come la responsabilità morale (verso sé, verso gli altri, verso la società nel suo insieme) può crescere solo in un contesto di libertà.
Non è un caso se i moralisti del fumo, del sesso o del cibo sono in linea di massima sempre pronti a introdurre gabelle, imposte e prelievi a carico dei peccatori. Lo Stato che ci vuole impedire di fumare è lo stesso che ci colpisce nelle proprietà e nei diritti fondamentali. Diciamogli di smettere.
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