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sabato 30 aprile 2011

la ciliegina sulla torta

è sempre alla fine?
forse si e lo sapevo e volevo tenermela per oggi. avevo un programmino degno di me: BBC diretta matrimonio, ho sempre avuto una grande passione per Diana, siamo nate tutte e due il primo luglio, lei due anni dopo. e poi Madonna Louise Veronica Ciccone, anche lei del primo luglio e del mio stesso anno. allora, il mio programmino libidinoso prevedeva la diretta del matrimonio con i libri nuovi, sigarette e tea for two. apres, esco dall'albergo e mi infilo diretta nello show, sempre con biglietto servito in camera. vedo bancarelle spuntare dal nulla, la cabana de pusy di barcellona, due signore adorabili che vanno sempre a vicenza. niente patch, cose utilissime e fantastiche, il bottoncione porta occhiali, una collana che i cinesi se la sognano con  il fiore magnetizzato per gli spilli, il gancetto attacca tutto, i laccetti, il kit per farsi le stringhe........ mi stravacco sui loro pasticcini e chiacchericcio con loro per un pò, che bello, le galline sono tutte a mangiare, c'è un silenzio preoccupante e me lo devo godere rapidamente. fra poco riemergeranno, sono vampiri che vivono solo sotto la luce del giorno. si riflettono negli specchi e una qualsiasi Buffy, l'indomabile, la prescelta,  le teme più che il diavolo. mi devo muovere ed andare al piano di sopra dove, da ieri, spero di vedere una cosa, ma temo che non ci sia. ma se non ci fosse ci resterei di merda, ma se ci fosse non ci potrei credere. dagli states vengono a nantes?
il concorso, chi se ne frega, mi infilo tra i pannelli ed eccolo, lo spazio di
PIECE 'O CAKE
tutto verde pisello, un divano con dei colori strepitosi e tutti i loro quilt appesi. sono sola qui dentro, non tocco niente, qualche coperta è buttata li', lì? comunque è appoggiata, si potrebbe toccare e mi mozzico le mani. una signora seduta in un angolo, la guardo: "ma tu sei Linda?", si alza con un sorriso così e mi tende la mano, sono francesca di milano, adoro i vostri lavori, ho quasi tutti i vostri libri, non posso crederci. ma cosa fate qui? ci hanno invitate, Becky sta per iniziare un altro corso. parentesi nera: il corso di oggi e di ieri non era previsto nel sito. intanto si è riempito. ma quante domande le ho fatto? lei ha preso un imparaticcio di appliquè per farmi vedere come lo fanno loro due.
punto nascosto, un margine di cucitura rivoltato, un quarto di pollice? no, skinny. Linda è d'una gentilezza senza fine. preparano tutti i pezzettini di foglie, le ali degli uccellini, i petali piccoli piccoli, su quei fogli di plastica che io chiamo rodoide. li appoggiano sulla stoffa, disegnano la sagoma, tagliano la stoffa. si raccomanda ancora una volta che il margine di cucitura sia skinny, e piega il tessuto con le unghie mano a mano che cuce. in pochi secondi fa mezza foglia. insomma, devo vincere questa storia, piantarla con il cazzo di punto festone a macchina. e poi il punto nascosto sembra ed è rilassante e corre via. due anni fa' avevo quasi finito un top in questa maniera, ma perchè l'ho buttato in spazzatura? non lo so. ma lo so. è inutile continuare a pretendere da me stessa, era un lavoro  decoroso, qualche ciccio pasticcio negli angoli, nell'insieme non si vedevano tanto. senti Vania, la tua coperta con le case è uno spettacolo. è tutta perfetta? si vero? o no? lo so come si fa negli angoli e nelle chicane. ci voglio riprovare. devo crescere, diventare una persona adulta e piantarla di giocare con la fantasia, sognare ad occhi aperti le gioie ed i dolori.  adulta ci sono, cosciente pure, due palle così nell'odioso,  inevitabile, indispensabile, salvavita quotidiano, non ho scelta, sono stanca. ho bisogno di leggerezza. so dove trovarla.
franci 

venerdì 29 aprile 2011

nantes, 28 aprile 2011

Oggi ho imparato che questa cittadina francese è stupenda come tutto il resto della Francia.


Arrivati ieri, con un aereo della Air France Regional, un diretto malpensa nantes, uno di quelli bassi, quelli dove Topolino ed i suoi 190 cm con quelle belle gambe lunghe lunghe e quelle caviglie come due grissini che gli strapperei, deve chinare leggermente la testa per non capocciare il soffitto.

Di vacanze non se ne parla quasi più, addio alla settimana nei mari caldi in gennaio, addio alle immersioni, agli squaletti di pongo, ai pesci pagliaccio, addio al mare in agosto, mi bastava una settimana in italia, ma quel poco sole mi faceva così bene. Quanto mi manca. Ma non puoi innamorarti follemente di un uomo a 39 anni e lui ne ha 64 e fare i conti quando tu ne avrai 52 e lui 78 e sapere che lui sarà sempre bello come il sole, sempre sorridente e spiritoso, con quella barba incolta che da brizzolata e morbida è diventata bianca e morbida, che continuerà a lavorare per passione, che si farà da mangiare tutte le sere, ma che gli verrà questo cazzo di mal di schiena che gli fa tanto male, lui che si girava Parigi a piedi ed in metropolitana, che macinava kilometri a piedi come un trita carne, beh, ma che cosa voglio? Io sono diventata una cicciona inguardabile, non mi guardo nemmeno più allo specchio quando mi vesto, ma quando siamo insieme siamo felici. e stamattina si è fatto mezz’ora di coda mentre io cazzeggiavo fra nanna e doccia in albergo e mi ha fatto il biglietto pour l’amour du fil. e questo non mi farà mai dimenticare il risveglio in terapia intensiva senza di lui, ma non importa.


Insomma, volevo parlarvi di questa strana fiera che è un piccolo gioiello ma ho perso il filo. Siamo stati in un ristorante delizioso, Topolino non sbaglia mai: La Cigale. abbiamo visto il castello del duca di borgogna, non siamo in borgogna, uno spettacolo, soprattutto di notte illuminato, con questo bel vento freddo, queste nuvole che minacciano continuamente ma fanno le brave.


Allora, questa fiera, qualche pataccaro come ovunque, ma delle quilters……………


Jan Patek, ragaaaaaaaaaaaa che country!!!!!!!!!!! Caldo, morbido, avvolgente, dei quiltoni da sballo, altro che quelle minchiate di scaldamerda dell’atelier di isabelle che quando viene in Italia, con quella sua faccia da stronza e con i suoi sempre schifosi straccetti, tutte a correre come delle pirla a comperare.

Jan Patek è una grande, non ha origini americane, ma i suoi quilt sono così yankee e di gusto da perderci le bave.


Adesso il salone è chiuso, sono al novotel proprio attaccato e penso ad eva kant. non devo nemmeno attraversare la strada, basta un sasso spacca vetri antitutto, entro nel suo spazio strafigo e rubo a man bassa. non lo farei mai, mi sento fuori posto solo a pensarlo per gioco, vorrei solo darvi l’idea di questi quilts che hanno quasi sempre una casa, quilting makes the quilt, valeva il viaggio solo per lei. ho qui il suo libro, la lumavo da tempo su internet, oggi ho visto un kit, ha proprio le stoffe che ha usato lei, mi sono fatta prendere da un momento di taccagneria. Domani devo tornare a rinnovare l’iscrizione all’associazione francese, a vedere i quilt in concorso, a farmi il secondo giretto calmo. Vedremo.


E Lynette Anderson? Che cazzo ci fa’ anche lei qui in questo paesottone francese? Va in giro a fare soldi, i corsi, e cosa insegnano lei e le altre. Lo stitchery, capirai, l’appliquè con il punto nascosto, quello che io non faccio per pigrizia. Ma i suoi lavori sono belli belli belli belli belli, la pausa va dopo i primi due belli, i secondi tre belli vanno detti tutti d’un fiato.


Il libro di Jan Patek: country quilts for your soul. Perfetto.


Lynette non è per niente simpatica, è inglese, non so come sia finita in australia e non mi interessa. Sono arrivata sapendo esattamente come sarebbe stata lei. ma ho fatto comunque la figura voluta della cogliona super tifosa dei suoi splendidi lavori, l’ho fatta parlare per mezz’ora, le ho raccontato bene che ero la fortunata acquirente del quilt di Natalie, che vado pazza per Anni Downs, che ho un bloggino dove si cuce Natalie l’altra, che ci divertiamo un casino e che in ottobre ne cominceremo un altro di un’altra australiana, that i’m in love with australian quilters cause they are so fresh, so whatever you want, non ho detto proprio così, gliel’ho cantata molto bene e per un solo motivo: nonostante io sapessi come fosse lei, pur non potendolo sapere, adoro i suoi lavori, adoro le sue stoffine, aspetto con ansia di ricevere da fat quarter shop la mail per l’uscita della sua collezione natalizia che è uno sballo. Così lynette!


io faccio parlare anche i sassi, questa cretina mi dice che è passata da PARIGI, ma non si è fermata nemmeno per una notte. Ma come? non ti sei innamorata di PARIGI? Ora vado da cotton and colour per un corso. Ma cosa insegni di stitchery? Il backstitch , il punto nodo ed il punto pieno? E basta? ed il tuo punto nascosto? Lo guardo da vicino, è proprio ben fatto e molto ben nascosto, direi perfetto, non come quello di quella cagona di rita frizzera che invece si vede così bene anche senza occhiali. Fate attenzione ai suoi quilt, quegli orrendi Baltimora. Ma la rita non ti dà l’amicizia su facebook se non ti conosce di persona. aahahaaaahahahahahahaaaaaaaaaa, le dive italiane sono proprio delle donnette.


ciao Lynette, i just entered the show, was such a pleasure to meet you… ogni CIAO fa tanto sorridere.


ciao Francesca, senza punto esclamativo, vuoi fare una fotografia di fianco a me? e finalmente sorride. No grazie, sei cosììììììììììììì gentile ma no grazie.

me ne vado con il suo nuovo pattern, quello con quelle sue nuove stoffine che non vedo l’ora di toccare, sapevo già tutto ma ci tenevo ad essere banale per lei.


salto a pie’ pari l’ossigenata muso giallo. è disgustosa. ma perché cazzo mai ho comperato anche il suo ultimo libro, me lo infilerei nel culo, glielo infilerei nel culo. fa niente. c’è un albero con dei micini che rubano l’occhio. chiamo la Tatina. Principino passa la mattina di fianco alla scodella della pappa. la Tatina ritorna la sera alle nove e lui è sempre di fianco alle sue scodelline. mi si spezza il cuore al pensiero che lui soffra di solitudine, quanto mi manca il piccolino, non lo potete sapere. oh? ma sono partita solo ieri e mi sembra un secolo.


Il 23 aprile ha compiuto 8 mesi. osignurdamoreaccesofaichenoncrescamai

 
Passo alla couserie creative con la lista della spesa: un foglio di teflon, le scatolette porta aghi, una confezione di plastichini da mettere sulle dita per il free motion. Ed imparo un’altra cosa: quanto preferisco fare acquisti da Simone, Lele e Diana, scusami tanto Diana per averti messa per ultima in lista, sei la ragazza con due ragazzi ed hai il diritto di avere il tuo nome per prima, ma oramai mi suona così. da donna a donna suona ancora più scortese, ma assolutamente non vuole esserlo. gli aggeggini della clover li hanno, appunto, simo, lele e diana, ah ridaje’, non so per quale motivo mi rivolgo a questi francesini parecchio arroganti, meglio il magico trio. Dire, fare e quiltare, che non mi sponsorizza e non so nemmeno se sia tanto contento di essere citato da me.


E se adesso tutto questo che ho scritto non viene postato per la magica connessione del novotel? Ieri mi sono lamentata, oggi ci hanno trasferito in una suite causa connessione wi fi inesistente. Due stanze, due tv. il novotel fa comunque schifo. domani mi lamenterò per il materasso e ci trasferiranno sul tetto del palazzo.

speriamo non piova.
Franci